ANDREA GIUDICI

Islam obbligatorio nelle nostre scuole?

Il tema dell’insegnamento religioso nella nostre scuole sta ritornando d’attualità in quanto il DECS guidato da Manuele Bertoli, dopo il periodo di sperimentazione, sta pensando di introdurre obbligatoriamente l’ora di insegnamento della storia delle religioni al posto della facoltativa ora di religione.

Il Dipartimento propone la modifica, ma in sostanza l’abrogazione, dell’attuale articolo 23 della legge sulla scuola, intervenendo nel tema delicatissimo della presenza delle religioni cristiane (cattolica ed evangelica) nella scuola. Premetto che ho frequentato sempre scuole pubbliche e non ho da dimostrare la mia laicità. Fino alla legge della scuola del 1990 l’insegnamento religioso era obbligatorio, salvo dispensa. Il grande Stefano Franscini disse alla prima conferenza del consiglio di educazione pubblica che la missione confidata alla scuola era tra l’altro quella “di diffondere tutte le cristiane e le repubblicane virtù”.
Due grandi liberali radicali Brenno Galli, padre della legge e Libero Olgiati, relatore mantennero nel pur avanzata legge della scuola del 1950 lo stesso assetto “per non turbare la pace religiosa”(citazione Olgiati). La legge sulla scuola del 1990 ha rovesciato le condizioni: art. 23 ? la frequenza dell’insegnamento della religione cattolica ed evangelica è divenuto ora facoltativo e non più obbligatorio.
L’art. 23 della legge in vigore fa riferimento ad una convenzione stipulata nel febbraio 1993 tra lo Stato e le due chiese riconosciute dalla Costituzione (cattolica ed evangelica). Questa convenzione può essere modificata solo con il consenso della parti contraenti.
Ora si vuole in sostanza abrogare l’insegnamento delle religioni cristiane sostituendolo con una storia delle religioni, per di più obbligatoria per tutti. Quali sarebbero le altre religioni oggetto d’insegnamento (islam, buddismo, induismo e che altre?), con che criteri e con quali insegnanti? La storia delle religioni comporta necessariamente anche l’approfondimento dei contenuti.

In un momento storico delicato in cui la difesa dei nostri valori e quindi della nostra identità si fa sempre più difficile, si pensa di introdurre nelle scuole del cantone la storia di religioni estranee alle nostre radici storiche e culturali.
Il Ticino non ha radici islamiche, buddiste, induiste, ma storicamente radici religiose e culturali cristiane (arte compresa). Deve pertanto essere mantenuta la soluzione attuale, frutto di una soluzione condivisa con la chiese cattoliche ed evangeliche, che prevede l’insegnamento facoltativo delle religioni riconosciute dalla nostra Costituzione.

Last modified on Giovedì, 26 Febbraio 2015 23:45
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